Riso e meccanica trainano la ripresa

PAVIA. Crescono il riso e le macchine per la concia della pelle, calano i comparti del le calzature e il lattiero caseario.È un quadro a luci e ombre quello fotografato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo.Gli esperti del gruppo bancario, infatti, hanno analizzato l’andamento dei distretti industriali della Lombardia con i dati aggiornati al 31 dicembre 2015.E in una situazione nel complesso positiva, dove sembra vedersi un primo avvio della ripresa grazie a diversi “più”, rimane ancora qualche “meno”.Tra i settori presi in esame dallo studio di Intesa Sanpaolo sono quattro distretti che interessano molto da vicino Pavia e la sua provincia: sono quello del riso, quello del latte e dei formaggi, quello delle calzature di Vigevano e quello delle macchine per la concia delle pelle della città ducale.«Sono ben 15 i distretti fra i 23 analizzati che si sono distinti per una crescita delle esportazioni», spiegano gli analisi di Intesa Sanpaolo.Tra questi c’è il settore del riso, le cui esportazioni nel corso del 2015 sono cresciute del 3% raggiungendo un valore complessivo pari a oltre 215 milioni di euro.Numeri che fanno ben sperare, ma che non riescono ancora ad eguagliare le cifre della fase pre-recessione: nel biennio 2009-10, infatti, l’export di riso si è contratto di oltre il 30 per cento .«Oltre alla recessione globale – spiega lo studio del gruppo bancario – hanno inciso anche il calo delle quotazioni di riso e il perpetrarsi della guerra in Siria che, come documentato da Coldiretti, prima dell’inizio degli scontri risultava essere tra i primi acquirenti di riso al mondo».Al contrario del riso, un settore che l’anno scorso ha frenato le esportazioni è quello lattiero caseario, un distretto che si snoda a cavallo tra varie province lombarde ma che vede Pavia come quella prevalente in termini di export.«Nonostante la contrazione incassata nel 2015 (-4,1%) – spiegano ancora gli analisti di Intesa Sanpaolo – il distretto presenta un livello di export che supera del 44,6% quello registrato nella fase pre-crisi, e che vale oltre 800 milioni di euro».Tornano a crescere anche le esportazioni delle macchine per la concia della pelle, un distretto industriale che ha a Vigevano il suo epicentro e che in termini di export vale quasi 227 milioni di euro.Queste macchine, infatti, vengono esportate in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Turchia, dal Brasile al Vietnam, e rispetto al 2014 le esportazioni sono cresciute di oltre il 6per cento.Non va altrettanto bene invece un altro distretto tradizionale della città ducale, quello delle calzature.«Nel corso del 2015 le esportazioni di calzature vigevanesi sono calate dell’1,6 oer cento – spiega lo studio di Intesa Sanpaolo – per un controvalore complessivo pari a 105,9 milioni di euro».Se il mercato statunitense resta il primo mercato di sbocco,non stupisce di trovare gli Emirati Arabi Uniti al secondo posto e il Qatar al quinto, «se si considerano – spiega lo studio di Intesa Sanpaolo – gli sforzi posti in essere dalle aziende distrettuali per promuovere l’eccellenza delle calzature vigevanesi nel mondo» .Gabriele Conta